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Ripartizione responsabilità tra medico e struttura. Intervento ad alto rischio conforme a linee guida ma azzardato.

11/12/2023, n.34516 - Cassazione civile sez. III

L’intervento, di particolare difficoltà, era stato in generale conforme alle linee guida del momento, ma in concreto era stato, con i limiti del ragionamento “ex ante”, eccessivamente radicale, con denervazione pressoché completa oggettivamente azzardata, in quanto volto a una definitiva eradicazione della patologia ma risoltosi con la suddetta complicanza, e infatti pretermettendo l’adozione della tecnica selettiva “nerve sparing”, già nota da alcuni anni nella letteratura specialistica sebbene non ancora implementata nelle linee guida, che aveva dimostrato una riduzione delle lesioni neurologiche attorno al 16% e fino a valori minimi dell’1%;

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Responsabilità del medico di turno

04/09/2023, n.25772 - Corte di Cassazione Sez. III

la colpa del medico di turno, per negligente assistenza d’un paziente ospedalizzato, va valutata comparando le istruzioni terapeutiche concretamente impartite dal sanitario, con quelle suggerite dalle leges artis, e concretamente da lui esigibili, avuto riguardo alle specializzazioni possedute ed alle circostanze del caso concreto”.

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Risarcimento dei danni alla persona a causa di una malattia contratta in seguito ad emotrasfusione eseguita in ospedale

07/09/2023, n. 26091 - Cassazione civile sez. III

Questa Corte in proposito ha già affermato più volte che la legittimazione passiva per le azioni di risarcimento danni da emotrasfusione spetta al Ministero della Salute a titolo di responsabilità aquiliana e alla struttura sanitaria a titolo di responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c. (cfr. Cass. 14/06/2007 n. 13593, Cass. Sez. Un. 11/01/2008 n. 577, Cass.; cfr. in senso sostanzialmente conforme, di recente, Cass. Sez. 3, Sentenza n. 16808 del 13/06/2023). Nel caso di specie, la odierna ricorrente ha chiamato in giudizio l’Asp di (Omissis) prospettando di aver subito il danno alla salute a causa dell’operato dei sanitari di detta A.S.P., e quindi, denunciando l’inadempimento delle obbligazioni nascenti dal contratto atipico di spedalità, facendo valere la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria.

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Responsabilità dell’Azienda Socio Sanitaria a seguito della morte di un neonato causato da un processo infettivo presente nel reparto di terapia intensiva neonatale.

13/06/2023, n.16900 - Cassazione civile sez. III

in tema di infezioni nosocomiali, questa Corte ha evidenziato (Cass. n. 4864 del 2021, cit.) che, in applicazione dei principi suesposti sul riparto dell’onere probatorio, spetterà alla struttura provare: a) di aver adottato tutte le cautele prescritte dalle vigenti normative e dalle leges artis, al fine di prevenire l’insorgenza di patologie infettive; b) di aver applicato i protocolli di prevenzione delle infezioni nel caso specifico; di tal che la relativa fattispecie non integra un’ipotesi di responsabilità oggettiva (Cass. 15/06/2020, n. 11599), mentre, ai fini dell’affermazione della responsabilità della struttura sanitaria, rilevano, tra l’altro, il criterio temporale – e cioè il numero di giorni trascorsi dopo le dimissioni dall’ospedale – il criterio topografico – i.e. l’insorgenza dell’infezione nel sito chirurgico interessato dall’intervento in assenza di patologie preesistenti e di cause sopravvenute eziologicamente rilevanti, da valutarsi secondo il criterio della cd. “probabilità prevalente” – e il criterio clinico – volta che, in ragione della specificità dell’infezione, sarà possibile verificare quali, tra le necessarie misure di prevenzione era necessario adottare.

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La responsabilità della struttura sanitaria e dei medici nel caso di decesso di una paziente causata da un’infezione contratta a seguito di un intervento chirurgico

22/02/2023, n.5490 - Cassazione civile sez. III

Decesso di I.E., verificatasi a causa di una infezione da stafilococco aureo contratta in occasione di un intervento chirurgico eseguito, ad opera dei sanitari convenuti, presso l’Ospedale di Verbania; l’infezione nosocomiale contratta dalla I. (individuata come causa del relativo decesso), pur dovendosi causalmente ricondurre all’intervento chirurgico eseguito all’interno dell’Ospedale di Verbania, non fosse in alcun modo riconducibile alla responsabilità della struttura sanitaria e dei medici convenuti, essendo piuttosto attribuibile a un evento non prevedibile, né prevenibile con la diligenza dovuta.

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Decesso della paziente per negligenza del personale sanitario. Il decalogo della responsabilità interna

03/03/2023, n.6386 - Cassazione civile sez. III

uanto agli oneri soggettivi, il dirigente apicale avrà l’obbligo di indicare le regole cautelari da adottarsi ed il potere-dovere di sorveglianza e di verifica (riunioni periodiche/visite periodiche), al pari del CIO; il direttore sanitario quello di attuarle, di organizzare gli aspetti igienico e tecnico-sanitari, di vigilare sulle indicazioni fornite (D.P.R. n. 128 del 1069, art. 5: obbligo di predisposizione di protocolli di sterilizzazione e sanificazione ambientale, gestione delle cartelle cliniche, vigilanza sui consensi informati); il dirigente di struttura complessa (l’ex primario), esecutore finale dei protocolli e delle linee guida, dovrà collaborare con gli specialisti microbiologo, infettivologo, epidemiologo, igienista, ed è responsabile per omessa assunzione di informazioni precise sulle iniziative di altri medici, o per omessa denuncia delle eventuali carenze ai responsabili

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Danno erariale e risarcimento civile sono azioni autonome ma non possono duplicare i risarcimenti

ord., 26 giugno 2024, n. 17634 - Sezioni Unite Civili

E’ stata affermata, in relazione al regime transitorio, la giurisdizione del giudice ordinario qualora, pur a fronte di fatti costitutivi in parte verificatisi antecedentemente al 1 luglio 1998, risulti essere unitaria la fattispecie devoluta alla cognizione del giudice, non sono esportabili al rapporto fra azione di responsabilità civile ed azione per danno erariale. Nel primo caso, infatti, viene in rilievo un’unica azione, fondata su fatti costitutivi realizzatisi solo in parte nel regime della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; in quello che ci occupa, invece, si è in presenza di azioni distinte ed autonome, rispetto alle quali si pone unicamente la questione, qualora entrambe vengano esercitate, di impedire il cumulo del danno risarcibile, questione che attiene non alla giurisdizione, bensì al merito della domanda (ossia alla sua proponibilità, qualora il danno sia già stato interamente ristorato, o alla parziale infondatezza della pretesa nell’ipotesi in cui il pregiudizio, in ragione della diversità delle azioni anche negli aspetti inerenti alla quantificazione, sia stato ristorato solo in parte

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Il farmacista consegna farmaco con posologia errata e l'infermiere lo somministra. Infermiere licenziato

24/06/2024, n.17306 - Cassazione civile sez. lav.

Nella scala valoriale espressa dalla contrattazione collettiva, la medesima condotta di errore nella somministrazione della terapia, punibile con la misura conservativa, diviene punibile con la sanzione espulsiva ove si caratterizzi per la “particolare gravità”. Questa caratteristica, in cui si condensa la valutazione di proporzionalità del recesso, deve essere collegata a specifici elementi oggettivi o soggettivi, a particolari modalità della condotta o al peso delle sue conseguenze, estranei alla previsione base (quella punita con sanzione conservativa) e significativi di un inadempimento così grave da recidere il vincolo fiduciario.

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Somministrazione in situazione di emergenza di eparina senza consenso informato. Quali conseguenze?

26/06/2024, n.17649 - Cassazione civile sez. III

L’inadempimento dell’obbligo informativo può assumere incidenza deterministica sul risultato infausto dell’intervento correttamente eseguito solo in caso di presunto dissenso, in quanto l’intervento terapeutico non sarebbe stato eseguito – e l’esito infausto non si sarebbe verificato – non essendo stato voluto dal paziente; invece, nel secondo caso (deficit informativo dedotto come lesivo del diritto all’autodeterminazione), pur essendo pacifico questo evento lesivo (in quanto il paziente non è stato messo nelle condizioni di determinarsi autonomamente in ordine alla scelta terapeutica o all’intervento sanitario propinatigli), tuttavia esso non costituisce, ex se, danno risarcibile, essendo al riguardo indispensabile allegare e provare specificamente quali altri pregiudizi, diversi dal danno alla salute eventualmente derivato, il danneggiato abbia subito.

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Il medico generale non esce per una visita urgente. Il fragile equilibrio tra etica e reato e tra medico di famiglia e di continuità assistenziale

07/05/2024, (dep. 21/06/2024), n.24722 - Cassazione penale sez. VI,

La sentenza distingue in modo netto, il profilo della trasferibilità del paziente (toccato dal citato Accordo Nazionale) da quello dell’urgenza della prestazione richiesta: urgenza in presenza della quale – come nel caso di specie – , trasferibile o meno che fosse il paziente, i Giudici hanno ritenuto scattasse la competenza di altra articolazione sanitaria, e cioè, nella specie, dei medici del c.d. 118.

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