L'infermiera chiama il marito della paziente che si è sottoposta ad interruzione gravidanza

11/10/2023 n. 28417 - Cassazione Civile sez. I, ordinanza

In tema di sanzioni amministrative pecuniarie, spetta al potere discrezionale del giudice determinarne l’entità, entro i limiti previsti dalla legge, allo scopo di commisurarla alla gravità del fatto concreto, globalmente desunta dai suoi elementi oggettivi e soggettivi.

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Fisioterapista ha errato la terapia ma il paziente non è stato aderente alle prescrizioni. Ridotto il danno per il poliambulatorio

22/09/2023 n. 2751 - Cassazione civile sez. III

Un poliambulatorio veniva condannato per una errata manovra del proprio fisioterapista effettuata a domicilio del paziente. Quest’ultimo però non si era dotato degli strumenti consigliati dal medico per provvedere alla riabilitazione. Il risarcimento viene ridotto.

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Risarcimento dei danni alla persona a causa di una malattia contratta in seguito ad emotrasfusione eseguita in ospedale

07/09/2023, n. 26091 - Cassazione civile sez. III

Questa Corte in proposito ha già affermato più volte che la legittimazione passiva per le azioni di risarcimento danni da emotrasfusione spetta al Ministero della Salute a titolo di responsabilità aquiliana e alla struttura sanitaria a titolo di responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c. (cfr. Cass. 14/06/2007 n. 13593, Cass. Sez. Un. 11/01/2008 n. 577, Cass.; cfr. in senso sostanzialmente conforme, di recente, Cass. Sez. 3, Sentenza n. 16808 del 13/06/2023). Nel caso di specie, la odierna ricorrente ha chiamato in giudizio l’Asp di (Omissis) prospettando di aver subito il danno alla salute a causa dell’operato dei sanitari di detta A.S.P., e quindi, denunciando l’inadempimento delle obbligazioni nascenti dal contratto atipico di spedalità, facendo valere la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria.

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La responsabilità della struttura sanitaria e dei medici nel caso di decesso di una paziente causata da un’infezione contratta a seguito di un intervento chirurgico

22/02/2023, n.5490 - Cassazione civile sez. III

Decesso di I.E., verificatasi a causa di una infezione da stafilococco aureo contratta in occasione di un intervento chirurgico eseguito, ad opera dei sanitari convenuti, presso l’Ospedale di Verbania; l’infezione nosocomiale contratta dalla I. (individuata come causa del relativo decesso), pur dovendosi causalmente ricondurre all’intervento chirurgico eseguito all’interno dell’Ospedale di Verbania, non fosse in alcun modo riconducibile alla responsabilità della struttura sanitaria e dei medici convenuti, essendo piuttosto attribuibile a un evento non prevedibile, né prevenibile con la diligenza dovuta.

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Responsabilità dell’Azienda Socio Sanitaria a seguito della morte di un neonato causato da un processo infettivo presente nel reparto di terapia intensiva neonatale.

13/06/2023, n.16900 - Cassazione civile sez. III

in tema di infezioni nosocomiali, questa Corte ha evidenziato (Cass. n. 4864 del 2021, cit.) che, in applicazione dei principi suesposti sul riparto dell’onere probatorio, spetterà alla struttura provare: a) di aver adottato tutte le cautele prescritte dalle vigenti normative e dalle leges artis, al fine di prevenire l’insorgenza di patologie infettive; b) di aver applicato i protocolli di prevenzione delle infezioni nel caso specifico; di tal che la relativa fattispecie non integra un’ipotesi di responsabilità oggettiva (Cass. 15/06/2020, n. 11599), mentre, ai fini dell’affermazione della responsabilità della struttura sanitaria, rilevano, tra l’altro, il criterio temporale – e cioè il numero di giorni trascorsi dopo le dimissioni dall’ospedale – il criterio topografico – i.e. l’insorgenza dell’infezione nel sito chirurgico interessato dall’intervento in assenza di patologie preesistenti e di cause sopravvenute eziologicamente rilevanti, da valutarsi secondo il criterio della cd. “probabilità prevalente” – e il criterio clinico – volta che, in ragione della specificità dell’infezione, sarà possibile verificare quali, tra le necessarie misure di prevenzione era necessario adottare.

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Consenso informato. Il decalogo per stabilire se c'è danno.

12/06/2023, n.16633 - Cassazione civile sez. III

Il consenso del paziente, oltre che informato, dev’essere consapevole, completo (deve riguardare cioè tutti i rischi prevedibili, compresi quelli statisticamente meno probabili, con esclusione solo di quelli assolutamente eccezionali ed altamente improbabili) e globale (deve coprire non solo l’intervento nel suo complesso, ma anche ogni singola fase dello stesso), dall’altro, esso deve essere esplicito e non meramente presunto o tacito (anche se presuntiva, per contro, può essere la prova, da darsi dal medico, che un consenso informato sia stato prestato effettivamente ed in modo esplicito

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