Mancanze disciplinari disciplinari procedimento contestazione degli addebiti

28/03/2008 n. 35 - Commissione Centrale Professioni Sanitarie

La legittimità dell’atto di contestazione degli addebiti deve essere valutata in relazione alla effettiva possibilità dell’incolpato di esercitare il proprio diritto di difesa. Non è necessario quindi che tale atto contenga una minuziosa indicazione dei fatti, essendo sufficiente che esso renda palesi gli addebiti mossi e consenta all’incolpato di fornire opportune giustificazioni

Sottoscrizione del provvedimento disciplinare

27/03/2008 n. 20 - Commissione Centrale Professioni Sanitarie

È infondato il gravame con cui si deduce illegittimità della decisione in quanto mancante della firma di tutti in componenti della commissione disciplinare. Infatti, va richiamato il principio generale dell’ordinamento – applicabile anche alla fattispecie in esame – secondo il quale le sentenze rese da un giudice collegiale devono essere sottoscritte soltanto dal presidente e dall’estensore.

Leggi tutto

Responsabilità e risarcimento da erroneo test positivo all'Hiv

21/03/2008 n. 15107-2002 - Tribunale di Bologna sez. III Civile

ll problema che si è scatenato è quello della sua identità personale in quanto l’attore, nel prendere tardivamente atto della negatività, ha dovuto fare i conti con il proprio stile di vita e con il proprio bilancio esistenziale (pg.41); ha dovuto rimettersi alla ricerca di una appartenenza sociale e antropologica che però non ha trovato; di conseguenza, la vicenda per cui è causa ha agevolato, se non del tutto indotto, la strutturazione di una grave sintomatologia ansiosa, con tratti fobici ed ossessivo-compulsiva

Leggi tutto

Il paziente rifiuta il trasporto in pronto soccorso nonostante il medico avesse insistito. Medico assolto.

23/01/2008 n. 16375 - Corte Cassazione Penale

nessun segno apparente vi era che potesse indurre il medico a superare il rifiuto dell’infortunato, ove si consideri che il sanguinamento dal naso, unico dato certo, non poteva destare preoccupazione, dal momento che, come rilevato in sentenza, la pressione arteriosa risultò nella norma e lo stesso Ca. rifiutò di essere più approfonditamente visitato.

Leggi tutto

sezioni unite- danno emotrasfusioni responsabilità struttura sanitaria - epatite

11/01/2008 n. 577 - Corte cassazione

Per quanto concerne la responsabilità della struttura sanitaria nei confronti del paziente è irrilevante
che si tratti di una casa di cura privata o di un ospedale pubblico in quanto sostanzialmente
equivalenti sono a livello normativo gli obblighi dei due tipi di strutture verso il fruitore dei servizi

Leggi tutto

Bambino morto per gravi ustioni causate da difetto dell'incubatrice. Responsabilità per omicidio colposo e lesioni personali colpose.

05/12/2007 n. 15553 - Cassazione Penale sez IV

Non è poi irragionevole, ai sensi dell’art. 3 Cost., la mancata previsione legislativa dell’obbligo di avvisare, una volta che le operazioni siano già in corso di svolgimento, pure la persona solo successivamente iscritta nel registro degli indagati.

Leggi tutto

esercizio abusivo della professione (favoreggiamento)

12/11/2007 n. 52 - Commissione Centrale Professioni Sanitarie

In sede di valutazione della responsabilità disciplinare dell’iscritto all’Albo, ai fini della sussistenza dell’elemento psicologico dell’illecito disciplinare di agevolare l’esercizio abusivo della professione di odontoiatra, è necessario e sufficiente il requisito della colpa, sotto il profilo della culpa in vigilando, che risiede nel comportamento negligente del medico il quale non abbia adottato le misure idonee ad evitare che possano sorgere equivoci da parte degli utenti circa i soggetti legittimamente autorizzati a compiere atti medici.
Il sanitario deve adoperare la massima cautela e diligenza soprattutto in ragione del contesto di fatto, quale è quello di un ambulatorio di proprietà dell’odontotecnico, frequentato anche dal figlio del titolare, prossimo alla laurea in odontoiatria. Come già osservato in precedenti pronunzie della Commissione Centrale (ad es., dec. 8 maggio 2002, n. 45), anche l’omissione degli oneri di sorveglianza integra l’ipotesi di agevolazione d’esercizio abusivo della professione. A tal fine, occorre aver rilievo alle specifiche circostanze poste dalla commissione disciplinare alla base della propria decisione, circostanze che vanno considerate nel loro complesso, al fine di ricostruire il quadro dei rapporti tra l’odontoiatra e coloro che hanno esercitato abusivamente la professione

Come da costante orientamento della Commissione Centrale, è sempre sanzionabile la condotta del sanitario che, nell’adempimento delle proprie mansioni, non osservi le norme giuridiche e tecniche che governano la sua attività, ivi comprese quelle stabilite nel Codice deontologico: l’inosservanza di tali norme, dovuta anche solo a colpa, dà sempre luogo a responsabilità disciplinare