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Dati anonimizzati estratti dalle cartelle cliniche dei medici di medicina generale. Il chiarimento del Garante per la protezione dei dati (doc. web n. 9913795)

01/06/2023 n. 226 - Garante per la protezione dati personali

I MMG in quanto titolari del trattamento dei dati personali, relativi alla salute dei propri pazienti in particolare per finalità di cura sono tenuti a trattarli in conformità alle specifiche disposizioni del Regolamento, del Codice e dei rilevanti provvedimenti in materia (art. 9, par. 2, lett. h), par. 3 del Regolamento e provv. del Garante recante Chiarimenti sull’applicazione della disciplina per il trattamento dei dati relativi alla salute in ambito sanitario del 7 marzo 2019 doc. web 9091942)

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Rissa in sala operatoria e il paziente esce con una pinza nella pancia. Medici e infermieri condannati per danno erariale

13/03/2023 n. 74 - Corte dei Conti Toscana

Nel corso di un’operazione si avvicendarono due turni d’infermieri. Erano anche presenti in sala operatoria per tutta la durata dell’intervento due infermiere tirocinanti a fini di formazione che furono giudicati estranei ai fatti in quanto semplici spettatori.
All’inizio dell’operazione vennero contate le garze e 7 set chirurgici ma non il numero globale dei ferri.

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Responsabilità del radiologo e del medico di pronto soccorso. Morte per tromboembolia

14/03/2022 n. 8114 - Cassazione civile sez.3

AI fini del riconoscimento del nesso di causalità tra l’omissione e il decesso, la ‘prova certa’ dell’efficacia salvifica del trattamento eparinico (sulla base di uno standard probatorio, quello della certezza capace di resistere ad ogni ‘ragionevole dubbio’, valido ed efficace ai fini della ricostruzione della responsabilità penale di un imputato di reato), omissis. Una verifica che, già sul piano astratto, l’avvenuto riconoscimento dell’idoneità della terapia eparinica a proteggere il paziente traumatizzato da una trombosi venosa profonda nel 68/70% dei casi (cfr. pag. 14 della sentenza impugnata) avrebbe consentito di avviare a un giudizio affermativo (circa la positiva sussistenza del nesso di causalità), una volta (eventualmente) escluso il decorso o l’incidenza di serie causali alternative.

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Medico Convenzionato del 118 giudicato inidoneo dalla Commissione Medica nessun onere di ripescaggio

09/03/2022, n. 7670 - Cassazione Civile, sezione lavoro

Il medico era titolare di convenzione solo per il servizio di emergenza sanitaria (ACN med. gen., art. 13, lett. c), servizio per il quale era stato dichiarato inidoneo dalla Commissione ed in conseguenza è stata ritenuta corretta la revoca della convenzione per inidoneità (ACN med. gen., art. 19, lett. f) .

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Corte Costituzionale. Le ragioni della bocciatura del referendum sul suicidio assistito

15/02/2022 n. 50 - Corte Costituzionale

Non può non essere ribadito il «cardinale rilievo del valore della vita», il quale, se non può tradursi in un dovere di vivere a tutti i costi, neppure consente una disciplina delle scelte di fine vita che, «in nome di una concezione astratta dell’autonomia individuale», ignori «le condizioni concrete di disagio o di abbandono nelle quali, spesso, simili decisioni vengono concepite» (ordinanza n. 207 del 2018). Quando viene in rilievo il bene della vita umana, dunque, la libertà di autodeterminazione non può mai prevalere incondizionatamente sulle ragioni di tutela del medesimo bene, risultando, al contrario, sempre costituzionalmente necessario un bilanciamento che assicuri una sua tutela minima.

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La regione non può imporre la vaccinazione antinfluenzale. La competenza è statale

31/01/2022 N. 1117 - TAR Lazio sezione terza

Al di là della ragionevolezza della misura (peraltro comunque auspicata dal CTS nei verbali agli atti del giudizio depositati), la sua introduzione non rientra nella sfera di attribuzioni regionale ma, semmai, soltanto in quella statale. Sede quest’ultima cui va dunque ascritta ogni competenza e responsabilità – anche di matrice politica – in merito alla decisione di introdurre o meno obblighi di questo genere

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Continuità assistenziale. L'erogazione di una somma aggiuntiva al compenso non è vietata se viene chiesta una prestazione non ricompresa nel contratto

02/02/2022 n. 18 - Corte Conti Liguria

Come ricordato da questa Sezione con la sentenza del 15 dicembre 2021, n. 222, la remunerazione variabile ha la funzione di motivare il lavoratore, incentivandolo nel tendere ai più alti livelli di professionalità e di rendimento. A tal fine, occorre, in primo luogo, che vengano definiti preventivamente obiettivi misurabili

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Corso medicina generale. Nessuna incompatibilità se si rinuncia alla borsa

13/01/2022 n. 350 - Tar Lazio sezione quater

In base alle prescrizioni unionali e ai valori cardine del nostro ordinamento, deve essere quantomeno riconosciuta agli specializzandi la possibilità di conseguire in via indiretta una remunerazione adeguata/sufficiente e idonea attraverso lo svolgimento di attività lavorative compatibili. Sotto il primo profilo – in merito alla necessità di garantire l’adempimento degli obblighi formativi – dalle disposizioni di cui alla legge n. 401 del 2000 e dai successivi decreti emergenziali può desumersi che non vi sia una assoluta inconciliabilità tra la partecipazione al corso e lo svolgimento di ulteriori attività lavorative che siano in concreto compatibili con l’adempimento degli obblighi formativi previsti. E, come si è visto, ciò risulta conforme anche alle prescrizioni della Direttiva 1993/16/CE che all’art. 35 consente agli Stati membri di autorizzare anche una formazione specifica in medicina generale a tempo ridotto a condizione che venga garantito un livello qualitativo equivalente a quello della formazione a tempo pieno.

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Dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, 3, comma 2, e 4 della legge della Regione Calabria 19 novembre 2020, n. 24 (Norme per l’utilizzo dei farmaci nelle strutture pubbliche e private).

18/01/2022 n. 6 - Corte Costituzionale

La disposizione, nell’attribuire al farmacista l’esercizio di attività ulteriori, diverse e più ampie rispetto a quelle previste dall’art. 1, comma 1, del decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 258 (Attuazione delle direttive n. 85/432/CEE, n. 85/433/CEE e n. 85/584/CEE, in materia di formazione e diritto di stabilimento dei farmacisti, a norma dell’art. 6 della legge 30 luglio 1990, n. 212), si porrebbe in contrasto con l’art. 117, terzo comma, Cost., che riserva allo Stato la competenza in ordine ai principi fondamentali in materia di «professioni», nella fattispecie quella di farmacista, e con l’art. 3 Cost., in riferimento al principio di uguaglianza, poiché non garantisce l’uniformità delle regole fondamentali di diritto che disciplinano la professione del farmacista nel territorio nazionale.

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