Quanto devono essere intollerabili le sofferenze prima che lo Stato ti liberi dal dolore. La Corte Costituzionale torna sul diritto al suicidio assistito

18/07/2014, n. 135  - Corte Costituzionale

Nella perdurante assenza di una legge che regoli la materia, i requisiti per l’accesso al suicidio assistito restano quelli stabiliti dalla sentenza n. 242 del 2019, compresa la dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale, il cui significato deve però essere correttamente interpretato in conformità alla ratio sottostante a quella sentenza.
Tutti questi requisiti:
(a) irreversibilità della patologia,
(b) presenza di sofferenze fisiche o psicologiche, che il paziente reputa intollerabili,
(c) dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale,
(d) capacità del paziente di prendere decisioni libere e consapevoli – devono essere accertati dal servizio sanitario nazionale, con le modalità procedurali stabilite in quella sentenza.
Vai alla sentenza Corte Costituzionale 242/2019 https://www.legalcorner.it/22-11-2019-n-242/(si apre in una nuova scheda)

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Corte Costituzionale. Le ragioni della bocciatura del referendum sul suicidio assistito

15/02/2022 n. 50 - Corte Costituzionale

Non può non essere ribadito il «cardinale rilievo del valore della vita», il quale, se non può tradursi in un dovere di vivere a tutti i costi, neppure consente una disciplina delle scelte di fine vita che, «in nome di una concezione astratta dell’autonomia individuale», ignori «le condizioni concrete di disagio o di abbandono nelle quali, spesso, simili decisioni vengono concepite» (ordinanza n. 207 del 2018). Quando viene in rilievo il bene della vita umana, dunque, la libertà di autodeterminazione non può mai prevalere incondizionatamente sulle ragioni di tutela del medesimo bene, risultando, al contrario, sempre costituzionalmente necessario un bilanciamento che assicuri una sua tutela minima.

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sucidio assistito -dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 580 codice civile - agevolazione diritto morte naturale del malato terminale

22/11/2019 n. 242 - Corte Costituzionale

Dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagliartt. 1 e2 della legge 22 dicembre 2017, n. 219 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) – ovvero, quanto ai fatti anteriori alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, con modalità equivalenti nei sensi di cui in motivazione -, agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente.

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