L'invito ai medici di prescrivere il farmaco biologico o biosimilare meno costoso deve lasciare il medico libero di scegliere seppure con adeguata motivazione

06/12/2021 n. 8158 - Consiglio di Stato- Sezione Terza

Nelle aziende sanitarie, sia i pazienti naive che i pazienti in terapia con il farmaco “originator” riceveranno il nuovo farmaco “biosimilare”, se aggiudicatario della procedura pubblica di acquisto, salvo diversa documentata indicazione da parte del medico prescrittore, cui spetta sempre la decisione finale, non essendo consentita la sostituibilità automatica da parte del farmacista. Nei casi in cui il medico prescrittore ritenga opportuno continuare ad utilizzare il farmaco “originator” e comunque non aggiudicatario della procedura pubblica di acquisto, dovrà predisporre una sintetica ma esaustiva relazione che documenti le ragioni cliniche che rendono necessaria la somministrazione del farmaco non aggiudicatario di gara rispetto al farmaco aggiudicatario.

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I farmaci biologici e quelli e biosimilari non sono automaticamante intercambiabili. ancorché si basino su un medesimo principio attivo ed abbiano le stesse indicazioni terapeutiche

20/06/2023 n. 3739 - Tar Campania - sezione prima

I farmaci biotecnologici, per complessità e processo di produzione, non sono mai completamente equivalenti, sebbene abbiano le stesse indicazioni terapeutiche e lo stesso principio attivo .
Non è possibile – come statuito anche dall’AIFA – instaurare un rapporto di piena interscambiabilità tra farmaco biosimilare e farmaco originario, né tra biosimilari; la scelta di trattamento è una decisione clinica affidata al medico e concordata con il paziente

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Indicazione regionale che invita a sostituire in ambito territoriale il farmaco biologico prescritto in ambito ospedaliero con il meno costoso biosimilare

28/02/2024 n. 541 - Tar Lombardia- terza

La è investita in materia farmaceutica, ove essa dispone della “discrezionalità organizzativa e di scelta, pur nei limiti imposti dal rispetto dei principi posti delle norme nazionali, nonché precisi obblighi di monitoraggio e contenimento della spesa pubblica” e “può prevedere misure di razionalizzazione della spesa farmaceutica, sia per contenerla sia per impegnare le somme limitate a sua disposizione nel modo ritenuto più congruo alle esigenze della popolazione”, senza che le prescrizioni regionali dettate per esigenze di razionalizzazione della spesa sanitaria integrino “di per se stesse, il vizio di eccesso o, addirittura, di sviamento di potere, ma risultano illegittime solo se, e nella misura in cui, per raggiungere tale obiettivo di contenimento della spesa finiscono per essere violate disposizioni normative a tutela della salute, come ad esempio la necessità della previa acquisizione della valutazione dell’AIFA per stabilire l’equivalenza terapeutica tra farmaci contenenti principi attivi diversi” (Cons. Stato, Sez. III, 13/04/2018, n. 2229); circostanze, queste ultime, che non sussistono nel caso di specie.

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Morte del paziente per emorragia celebrale. Prescrizione eparina in assenza di consenso informato -rigetta

24/04/2024, n.11075 - Cassazione civile sez. III

Quanto al consenso informato, posto che la sua violazione è stata posta dal ricorrente in relazione al pregiudizio alla salute, non risulta specificatamente impugnata la ratio decidendi costituita dal rilievo che non risulta accertato se, ove fornita l’informazione asseritamente mancante, questa avrebbe consentito alla paziente di adottare i comportamenti alternativi indicati con l’atto di appello. Alla luce della persistenza di tale ratio decidendi, il motivo risulta privo di decisività.

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Omissione terapia anticoagulante alla dimissione a seguito operazione a basso rischio. Confermata la responsabilità della struttura sanitaria per la morte del paziente.

22/04/2024 n.10765 - Cassazione civile sez. III

Le linee guida, in ambito di attività medico-chirurgica, non hanno rilevanza normativa o “parascriminante”, non essendo né tassative, né vincolanti; conseguentemente, pur rappresentando un parametro utile nell’accertamento dei profili di colpa medica, esse non valgono ad eliminare la discrezionalità del giudice di valutare se le circostanze del caso concreto esigano una condotta diversa da quella prescritta nelle medesime linee guida

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Farmaci oppiacei, in lista di trasparenza solo dopo verifica di sicurezza dello switch

18/07/2023 n. 12141 - Tar Lazio Sezione Terza Quater

Non può poi ritenersi che l’apposizione della clausola di non sostituibilità, afferma la sentenza, possa essere considerata la modalità con la quale si eliminano tutte le criticità sopra evidenziate, perché così facendo si trasformerebbe l’eccezione (e cioè l’apposizione della clausola di non sostituibilità) nella regola.

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Responsabilità del radiologo e del medico di pronto soccorso. Rischio tromboembolico -Omessa prescrizione di eparina.

14/03/2022 n. 8114 - Cassazione civile sez. III

AI fini del riconoscimento del nesso di causalità tra l’omissione e il decesso, la ‘prova certa’ dell’efficacia salvifica del trattamento eparinico (sulla base di uno standard probatorio, quello della certezza capace di resistere ad ogni ‘ragionevole dubbio’, valido ed efficace ai fini della ricostruzione della responsabilità penale di un imputato di reato), omissis. Una verifica che, già sul piano astratto, l’avvenuto riconoscimento dell’idoneità della terapia eparinica a proteggere il paziente traumatizzato da una trombosi venosa profonda nel 68/70% dei casi (cfr. pag. 14 della sentenza impugnata) avrebbe consentito di avviare a un giudizio affermativo (circa la positiva sussistenza del nesso di causalità), una volta (eventualmente) escluso il decorso o l’incidenza di serie causali alternative.

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Corte Costituzionale. Le ragioni della bocciatura del referendum sul suicidio assistito

15/02/2022 n. 50 - Corte Costituzionale

Non può non essere ribadito il «cardinale rilievo del valore della vita», il quale, se non può tradursi in un dovere di vivere a tutti i costi, neppure consente una disciplina delle scelte di fine vita che, «in nome di una concezione astratta dell’autonomia individuale», ignori «le condizioni concrete di disagio o di abbandono nelle quali, spesso, simili decisioni vengono concepite» (ordinanza n. 207 del 2018). Quando viene in rilievo il bene della vita umana, dunque, la libertà di autodeterminazione non può mai prevalere incondizionatamente sulle ragioni di tutela del medesimo bene, risultando, al contrario, sempre costituzionalmente necessario un bilanciamento che assicuri una sua tutela minima.

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