La responsabilità della struttura sanitaria e dei medici nel caso di decesso di una paziente causata da un’infezione contratta a seguito di un intervento chirurgico

22/02/2023, n.5490 - Cassazione civile sez. III

Decesso di I.E., verificatasi a causa di una infezione da stafilococco aureo contratta in occasione di un intervento chirurgico eseguito, ad opera dei sanitari convenuti, presso l’Ospedale di Verbania; l’infezione nosocomiale contratta dalla I. (individuata come causa del relativo decesso), pur dovendosi causalmente ricondurre all’intervento chirurgico eseguito all’interno dell’Ospedale di Verbania, non fosse in alcun modo riconducibile alla responsabilità della struttura sanitaria e dei medici convenuti, essendo piuttosto attribuibile a un evento non prevedibile, né prevenibile con la diligenza dovuta.

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Responsabilità dell’Azienda Socio Sanitaria a seguito della morte di un neonato causato da un processo infettivo presente nel reparto di terapia intensiva neonatale.

13/06/2023, n.16900 - Cassazione civile sez. III

in tema di infezioni nosocomiali, questa Corte ha evidenziato (Cass. n. 4864 del 2021, cit.) che, in applicazione dei principi suesposti sul riparto dell’onere probatorio, spetterà alla struttura provare: a) di aver adottato tutte le cautele prescritte dalle vigenti normative e dalle leges artis, al fine di prevenire l’insorgenza di patologie infettive; b) di aver applicato i protocolli di prevenzione delle infezioni nel caso specifico; di tal che la relativa fattispecie non integra un’ipotesi di responsabilità oggettiva (Cass. 15/06/2020, n. 11599), mentre, ai fini dell’affermazione della responsabilità della struttura sanitaria, rilevano, tra l’altro, il criterio temporale – e cioè il numero di giorni trascorsi dopo le dimissioni dall’ospedale – il criterio topografico – i.e. l’insorgenza dell’infezione nel sito chirurgico interessato dall’intervento in assenza di patologie preesistenti e di cause sopravvenute eziologicamente rilevanti, da valutarsi secondo il criterio della cd. “probabilità prevalente” – e il criterio clinico – volta che, in ragione della specificità dell’infezione, sarà possibile verificare quali, tra le necessarie misure di prevenzione era necessario adottare.

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Consenso informato. Il decalogo per stabilire se c'è danno.

12/06/2023, n.16633 - Cassazione civile sez. III

Il consenso del paziente, oltre che informato, dev’essere consapevole, completo (deve riguardare cioè tutti i rischi prevedibili, compresi quelli statisticamente meno probabili, con esclusione solo di quelli assolutamente eccezionali ed altamente improbabili) e globale (deve coprire non solo l’intervento nel suo complesso, ma anche ogni singola fase dello stesso), dall’altro, esso deve essere esplicito e non meramente presunto o tacito (anche se presuntiva, per contro, può essere la prova, da darsi dal medico, che un consenso informato sia stato prestato effettivamente ed in modo esplicito

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Dati anonimizzati estratti dalle cartelle cliniche dei medici di medicina generale. Il chiarimento del Garante per la protezione dei dati (doc. web n. 9913795)

01/06/2023 n. 226 - Garante per la protezione dati personali

I MMG in quanto titolari del trattamento dei dati personali, relativi alla salute dei propri pazienti in particolare per finalità di cura sono tenuti a trattarli in conformità alle specifiche disposizioni del Regolamento, del Codice e dei rilevanti provvedimenti in materia (art. 9, par. 2, lett. h), par. 3 del Regolamento e provv. del Garante recante Chiarimenti sull’applicazione della disciplina per il trattamento dei dati relativi alla salute in ambito sanitario del 7 marzo 2019 doc. web 9091942)

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Omonimia: l’errata attribuzione di codice fiscale ed indirizzo di residenza durante la consegna di alcune fatture emesse a fronte di relative prestazioni medico-sanitarie

Provvedimento 1 giugno 2023 [9909889] - Garante Protezione dati Personali

L’evento si è realizzato a seguito di un’errata attribuzione di codice fiscale ed indirizzo di residenza per via dell’omonimia tra i due soggetti coinvolti, al momento della consegna di alcune fatture a fronte di relative prestazioni medico-sanitarie. Di conseguenza, le suddette fatture sono risultate presenti nel cassetto fiscale del reclamante, sebbene le relative prestazioni medico-sanitarie siano state usufruite dal soggetto omonimo, al quale le fatture sono state consegnate fisicamente, senza che però venisse evidenziato da parte sua alcun errore. Tale errore di attribuzione ha inoltre causato l’errato invio nei confronti del soggetto reclamante di sms automatici, che avrebbero dovuto essere invece indirizzati al soggetto omonimo, finalizzati a ricordare l’imminenza dei prossimi appuntamenti presso il Centro.

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Rissa in sala operatoria e il paziente esce con una pinza nella pancia. Medici e infermieri condannati per danno erariale

13/03/2023 n. 74 - Corte dei Conti Toscana

Nel corso di un’operazione si avvicendarono due turni d’infermieri. Erano anche presenti in sala operatoria per tutta la durata dell’intervento due infermiere tirocinanti a fini di formazione che furono giudicati estranei ai fatti in quanto semplici spettatori.
All’inizio dell’operazione vennero contate le garze e 7 set chirurgici ma non il numero globale dei ferri.

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Decesso della paziente per negligenza del personale sanitario. Il decalogo della responsabilità interna

03/03/2023, n.6386 - Cassazione civile sez. III

uanto agli oneri soggettivi, il dirigente apicale avrà l’obbligo di indicare le regole cautelari da adottarsi ed il potere-dovere di sorveglianza e di verifica (riunioni periodiche/visite periodiche), al pari del CIO; il direttore sanitario quello di attuarle, di organizzare gli aspetti igienico e tecnico-sanitari, di vigilare sulle indicazioni fornite (D.P.R. n. 128 del 1069, art. 5: obbligo di predisposizione di protocolli di sterilizzazione e sanificazione ambientale, gestione delle cartelle cliniche, vigilanza sui consensi informati); il dirigente di struttura complessa (l’ex primario), esecutore finale dei protocolli e delle linee guida, dovrà collaborare con gli specialisti microbiologo, infettivologo, epidemiologo, igienista, ed è responsabile per omessa assunzione di informazioni precise sulle iniziative di altri medici, o per omessa denuncia delle eventuali carenze ai responsabili

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Parlano bene di noi ma gli interessati sono riconoscibili. E' illecito trattamento dei dati

Provvedimento 2 marzo 2023 [9870171] - Garante per la protezione dei dati personali

La pubblicazione di documenti contenenti informazioni personali su una pagina del sito dell’Asl di Bari accessibile a chiunque configura una diffusione di dati personali; gli elogi pubblicati sul sito della predetta Azienda contengono informazioni idonee a rivelare lo stato di salute di numerosi assistiti della stessa. Consultando i predetti documenti è stato infatti possibile, nella quasi totalità dei casi, identificare gli autori degli stessi, in quanto i dati anagrafici sono stati cancellati in modo approssimativo, spesso con il tratto di un pennarello nero che tuttavia non impedisce di leggere le parti oscurate e quindi di associare le informazioni anagrafiche e di contatto dei soggetti che hanno presentato l’elogio a numerose informazioni relative al loro stato di salute.

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